Come il sugo che condisce gli spaghetti o i rigatoni rende piacevole e diverso ogni pasto, così chiunque abbia contribuito - o contribuirà in futuro - a questa rivista, ogni giorno in modi diversi insaporisce questo nostro lavoro.
Sugo è un nome universale. Gli americani diranno suuugo, i giapponesi sugò, ma la genuinità, la raffinatezza, la velocità e l'astrazione che il nome evoca, come quando dopo aver percepito un odore si affaccia alla memoria un ricordo, rimangono gli stessi.
Puoi riscaldare un sugo già pronto preso al supermercato o cucinarne uno a casa per giorni, a fuoco lento. La scelta è tua. Il sugo è come la democrazia, sugo è come mi piacerebbe fosse questa rivista.
È un nome facile, che potrebbe avvicinare a questa disciplina molte persone: forse un giorno una signora, convinta di aver acquistato una rivista gastronomica, verrà a ringraziarmi perchè suo figlio ha intrapreso con successo il mestiere del grafico; e magari un grafico esausto, vicino all'età pensionabile, potrebbe reinventarsi cuoco, e preparare deliziosi manicaretti.
È un nome fuorviante: solo le idee indecise, poco chiare, possono dare origine a qualcosa di nuovo. Molti diranno che avrei potuto chiamare questa rivista «Letterabella», «Sentieri della grafica», o «La Nuova Pagina». Scelte più rispettose della tradizione, certo, ma non sarebbe stata la mia rivista: mi è sempre servito di più conoscere il presente. Poveri Steiner, Pintori, Boggeri, tante volte inutilementi tirati in ballo! Possono finalmente riposare tranquilli: noi non li citeremo più.
Sugo cercherà di dare spazio a chi, oggi, adesso, sta cercando nuove strade per comunicare, e, per farlo, inventa nuove scritture, indecise e sghembe.
Cercheremo - perchè no? - di essere spensierati, racconteremo storie con le immagini e immagini con le storie; lasceremo a ciascun autore il compito di presentare il proprio lavoro: testi, fotografie, disegni e poesie, tutto sarà genuino, come tanti piatti etnici, ognuno con i propri colori, su uno stesso grande tavolo.

Guardiamo questi lavori così: il sapore è garantito!

Io faccio il cuoco.



Giorgio Camuffo


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